31 ottobre 2013
31 ottobre 2013,
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Ecco i metodi naturali che ci permetteranno di pulire la muffa dalle pareti senza danni per la salute.

La muffa è composta da microrganismi viventi, come batteri e spore, che si nutrono di acqua e altre sostanze e continuano a proliferare a colonie sui muri. Dapprima si manifestano con piccoli puntini neri, poi si trasformano in macchie scure compatte e infine provocano lo sfogliamento delle pitture e degli intonaci.

Come sappiamo il problema della muffa non è puramente estetico ma è gravemente dannoso per il nostro apparato respiratorio. Essendo le spore, infatti, microscopiche e leggere, si disperdono nell’aria e inevitabilmente vengono assorbite dai polmoni. Quando avvertiamo l’odore di muffa, significa che le spore sono già entrate nel nostro naso e scenderanno nel nostro apparato respiratorio, provocando potenzialmente danni al sistema nervoso e al sistema immunitario. I sintomi più frequenti sono: stanchezza, emicrania, eczemi, lacrimazione, tosse e asma bronchiale. Le maggiori complicanze avvengono a danno di bambini, anziani e soggetti allergici. Per questo motivo vale la pena intervenire tempestivamente per distruggere le spore.

Le macchie di muffa si formano prevalentemente negli angoli tra soffitto e parete, per effetto dell’umidità presente nell’ambiente che condensa nel punto più freddo della stanza, soprattutto per la mancanza di un corretto isolamento termico. Talvolta la situazione è aggravata da sistemi di riscaldamento incompleti o poco efficienti; la differenza di temperatura tra le varie stanza di un’abitazione non dovrebbe, infatti, mai superare i 3 gradi. Ma ciò che conta maggiormente è la temperatura superficiale della parete.

Sarà bene, inoltre, utilizzare alcuni semplici accorgimenti per evitare di creare un ambiente favorevole alla proliferazione delle spore: areare i locali in maniera metodica e oculata, correggere i ponti termici (ove possibile) migliorando l’isolamento termico della parete, non asciugare i panni nell’appartamento, non esagerare con le piante d’appartamento e con le annaffiature, montare cappe di aspirazione per le cucine collegate verso l’esterno.

Uno dei metodi più utilizzati per pulire la muffa è l’utilizzo di Ipoclorito di sodio (varechina) spruzzato direttamente sulle macchie. Si tratta di un metodo abbastanza efficace in quanto in grado di distruggere le spore, anche se le varechine oggi in commercio sono molto diluite e “tagliate” con diversi profumi per cui la loro efficacia non è come quella di prodotti di anni fa. Meglio affidarsi a prodotti professionali a base di cloro. Attenzione ai vapori e al fatto che sbiancano/macchiano!

Decisamente meno invasivo è l’utilizzo di perossido di ossigeno (acqua ossigenata), soda, alcool etilico.

Se invece si vuole optare per un rimedio totalmente naturale, è sufficiente spruzzare dell’aceto bianco che rimuove circa  il’60-70% delle spore. Se, tuttavia, la muffa dovesse essere particolarmente tenace, si può tentare un secondo trattamento (dopo quello con aceto bianco) a base di estratto di semi di pompelmo. L’estratto di semi di pompelmo è  reperibile in negozi specializzati e anche in questo caso andrà vaporizzato (in una miscela di 20 gocce di estratto sciolte in due tazzine colme d’acqua) direttamente sulla muffa.

Il metodo migliore è quello di pulire a fondo la superficie con acqua e bicarbonato e poi applicare prodotti battericidi/antimicotici professionali facendosi seguire da tecnici specializzati.

Si raccomanda, in ogni caso, di evitare di sfregare panni o spugnette per tamponare il prodotto; lo sfregamento provocherebbe, infatti, una dispersione delle spore che attecchirebbero altrove, finendo per ingrandire le macchie.

Comunque la via migliore per eliminare il problema della muffa è quella di analizzare in dettaglio le cause precise che la scatenano e mettere in atto le procedure che le annullano.  Solo così si potrà porre fine al problema in modo definitivo.

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