3 gennaio 2014
3 gennaio 2014,
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Il 2013 è stato l’ “Year of Air” cioè l’anno dell’aria. L’Europa, con l’EEA (European Environmental Agency da cui è tratto questo articolo) ha lavorato per analizzare la situazione dei vari stati e per redarre il “Clean Air Policy Package” (http://ec.europa.eu/environment/air/clean_air_policy.htm). Cosa è emerso: la ricerca scientifica sull’inquinamento dell’aria sta progredendo, la disponibilità di maggiori quantità di dati ha dimostrato che il problema della qualità dell’aria è molto più grave del previsto. Infine la medicina stà dimostrando sempre di più la stretta connessione tra qualità dell’aria e salute dei cittadini.

Valutazioni principali basate sul report “Air Quality in Europe” con dati dal 2002 al 2011:

  • nel 90% delle città europee monitorate gli inquinanti dell’aria sono superiori ai valori massimi indicati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Tra queste sono presenti ben 23 città italiane, soprattutto del nord italia e della pianura padana. Padova è la peggiore d’Italia  , seguita da Lecco, Pavia, Reggio Emilia, Treviso (6a in classifica), Parma, Verona, Varese, Modena, Udine;
  • Le legislazioni nazionali non sono uniformi e manca una gestione unitaria del problema;
  • La riduzione dell’inquinamento dell’aria potrebbe mitigare i cambiamenti climatici. L’uso del carbon-fossile è dannoso sia per la salute che per il clima;
  • Nel 2011 diversi stati membri Ue hanno superato a livello nazionale i limiti degli inquinanti dell’aria, in particolar modo in riferimento al monossido di azoto (strettamente correlato all’inquinamento da traffico veicolare e da tutte le forme di combustione);
  • La comunità scientifica internazionale continua a sottolineare lo stretto legame tra inquinanti dell’aria e malattie. In particolare in Ottobre 2013 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha elencato le sostanze presenti nell’aria con effetti cancerogeni;
  • Questo inquinamento ha anche un costo economico per la societàAd esempiol’inquinamento atmosferico da soli autocarri costa all’UE circa  45 miliardi di euro in costi sanitari e danni ambientali , anche se lo stesso autocarro può causare costi diversi a seconda del percorso scelto.

Fortunatamente diversi stati si stanno dotando di politiche ambientali più rispettose dell’ambiente sia in merito ai mezzi di trasporto agevolando l’uso di mezzi pubblici, biciclette e mezzi elettrici, sia attraverso politiche mirate al risparmio energetico nelle abitazioni che rappresentano una grande fonte di inquinamento spesso sottovalutata. C’è molto da fare e non c’è tempo da perdere.

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