22 settembre 2013
22 settembre 2013,
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Abitazioni e ambienti chiusi sono spesso molto umidi dando la sensazione di scarso comfort agli occupanti. Nelle abitazioni residenziali il fenomeno è spesso presente soprattutto in due casi specifici: negli immobili con serramenti a tenuta dove gli utenti non effettuino un corretto ricambio dell’aria e negli edifici più datati che presentino altre patologie edilizie responsabili dell’accumulo di umidità dell’aria di cui parleremo in un prossimo articolo. Una famiglia di quattro persone produce in media, ogni giorno, vapore acqueo pari a circa 6-12 litri di acqua.

Giusto per capire, si tratta di quasi un secchio di acqua al giorno!  Non è visibile in quanto è sotto forma di vapore. La respirazione, la cottura di cibi, l’uso di bagni e docce nonché le stesse piante interne alla casa sono tutte fonti di umidità. Tutta questa aria umida deve essere smaltita verso l’esterno attraverso una corretta e metodica ventilazione dei locali cioè aprendo le finestre. Le abitazioni moderno e/o ristrutturate, sono dotate di serramenti a tenuta con due o tre guarnizioni per ridurre al massimo gli spifferi e le infiltrazioni d’aria.  Ciò migliora indubbiamente il comfort invernale ed il risparmio energetico, ma dall’altra parte non aiuta in nessun modo nel ricambio dell’aria. Le abitazioni con serramenti vecchi e non a tenuta all’aria sono invece dotate di un naturale modo di ricambiare l’aria:  i cosiddetti spifferi.

Quindi negli immobili con serramenti a tenuta è fondamentale che gli utenti mettano in pratica una metodica e attenta ventilazione spalancando le finestre, possibilmente in corrente d’aria fra stanze diverse, pochi minuti ogni due ore circa. In alternativa il mercato offre apparecchi di ventilazione meccanica dei locali completamente automatizzati. In un prossimo articolo parleremo di metodi di ventilazione e ricambio dell’aria.

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